L’idea di ergasterio germoglia nella primavera del 2003: il giornalista Filippo Brusa la lancia a Costantino Lazzari, commercialista milanese ma, soprattutto, uomo di profonda cultura e umanista, che, con entusiasmo, mette a disposizione, in comodato d’uso gratuito, una sua casa, nell’incantevole atmosfera di Brusimpiano, piccolo paese in provincia di Varese, affacciato sul lago di Lugano.
È questa la prima sede di ergasterio, molto rassomigliante alla casa affrescata da Maestro Venceslao in una porzione del mese di febbraio appartenente al “ciclo dei mesi” presenti nella Torre dell’Aquila a Trento: è proprio la bottega di un fabbro, un artigiano, con la barba bianca e il volto arrossato dal calore della fucina e dalla fatica, che, allo stesso modo di un demiurgo associabile all’antico dio Vulcano, plasma la materia con il fuoco per donarle nuova vita.
Nella lunga notte fra venerdì 20 e sabato 21 giugno 2003, l’officina d’arte si spalanca per la prima volta, ospitando tanti artisti di fama, accorsi sulle rive del Ceresio per il “battesimo” di ergasterio, che, nel corso degli anni, si fa conoscere anche come crogiolo di differenti esperienze culturali, come crocevia dove poter incontrare artisti, artefici, artigiani…
In un mondo in cui tutto si compra e mercifica (compresa la cultura), ergasterio cresce invitando al proprio convivio chiunque sia propenso a offrire liberamente le proprie conoscenze per non trarre nessun altro vantaggio se non quello di arricchire, attraverso esse, gli altri e, in questo modo, se stesso.
Queste continuano a essere le finalità di ergasterio, luogo d’incontro, dialogo e crescita, oltre che di lavoro e cooperazione, capace di promuovere la libera circolazione delle idee, di stimolare la coscienza critica, di essere osservatorio di avanguardie e di accendere il dibattito sulla poesia contemporanea.